Descrizione
«E apparve una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama”» (Luca 2,13s.)
I cristiani celebrano il Natale come grande festa della pace. Ma che senso ha, in un mondo senza pace, la speranza annunciata dal Natale? Anzi, più radicalmente: che cosa verrebbe a mancare se non ci fosse il Natale? E che provocazione rappresenta per noi il Natale? Come testimoniare per esempio un Dio sovversivo che nasce in una stalla? Come incarnare l’utopia del diventare gente di pace, oggi?
Le riflessioni di Schockenhoff introducono con grande profondità al messaggio di pace che il Natale annuncia anche al tempo che stiamo vivendo.
Il Natale come illusorio desiderio di pace, come consolatorio ansiolitico di fronte ai disordini del mondo? No. Finché da qualche parte sulla terra c’è gente che subisce guerre, ingiustizie e persecuzioni, quel che celebriamo a Natale è solo un assaggio. Soltanto se prestiamo voce a quanti sono messi a tacere da violenza, intimidazione e oppressione, manteniamo viva la provocazione che viene dal Natale, la grande festa dell’amore di Dio.





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