Descrizione
Progettare il Caos manifesta la volontà progettuale utopistica di mettere ordine nel disordine per eccellenza: il Caos. Come in uno spettacolo di tragicommedia, l’ilarità è immediatamente smorzata dalla portata tragica dei soggetti e, viceversa, la serietà è miserabilmente compromessa per mezzo dell’ironia della quale sono intrisi.
Non di rado, è lo stesso Levini a celarsi all’interno delle opere, attuando un meccanismo di camuffamento tipico dei maestri del Rinascimento, capace di far entrare l’artista nelle pieghe della storia per ri-raccontarla attraverso nuove chiavi di lettura. Uno sconfinamento che arriva fino alla terza dimensione, come nel caso del letto presente in Vittoria, opera esposta già alla Biennale di Venezia del 1988.
Confusi dal Caos della terra non ci si salva neanche alzando gli occhi al cielo: fra parà che diventano angeli, navi da battaglia e animali, satiri e ballerine, navigatori e cantanti, ci si può rendere conto, forse, che abbiamo perso da un pezzo le redini di ciò che siamo.





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