Descrizione
Un tema decisivo per ripensare il Gesù storico: i suoi insegnamenti sulla Legge di Mosè e sull’etica, e di conseguenza la sua presa di posizione su questioni fondamentali quali il divorzio, i giuramenti, il sabato, le regole di purità, e naturalmente sul comandamento dell’amore. Meier affronta la tematica da vero maestro, con lo stesso rigore dimostrato nei tre precedenti volumi.
Dalla quarta di copertina:
I precedenti volumi dell’opera monumentale Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico si basano sulla convinzione che, sebbene le informazioni storiche documentate siano abbastanza limitate, indipendentemente da una prospettiva confessionale, è tuttavia possibile giungere a un consenso sui fatti storici fondamentali della vita di Gesù.
In questo a lungo atteso quarto volume, Meier affronta un nuovo tema – gli insegnamenti del Gesù storico sulla Legge di Mosè e sull’etica – con lo stesso rigore che egli ha mostrato nei suoi precedenti tre volumi.
Dopo una valutazione critica delle opinioni scientifiche circa il valore e la rilevanza della Legge mosaica al tempo di Gesù, questo quarto volume tratta degli insegnamenti di Gesù su tematiche legali fondamentali quali il divorzio, i giuramenti, il sabato, le regole di purità; tratta inoltre i diversi comandamenti dell’amore ricorrenti nei vangeli. Dalla ricerca di Meier emerge la figura complessa di un ebreo palestinese del I secolo, il quale non intendeva affatto abolire la Legge, ma nello stesso tempo era impegnato in dibattiti concernenti l’osservanza della stessa. Solo accogliendo questa immagine del Gesù storico alle prese con le questioni della Torah possiamo evitare – secondo la conclusione dell’autore – il diffuso errore di costruire una teologia morale basata sullo studio di “Gesù e la Legge”.
RINGRAZIAMENTI
È con un sentimento di profonda tristezza che inizio questi ringraziamenti spiegando ai miei fedeli lettori perché questo volume abbia subito un ritardo così lungo. Il Dr. David Noel Freedman, il celebre studioso che ha ricoperto sin dal’inizio il ruolo di Direttore generale del programma della Anchor Bible, è morto nell’aprile 2008 dopo una lunga malattia. Alcune operazioni e anni di declino fisico gli avevano reso sempre più difficile portare avanti i suoi molti progetti editoriali con la velocità che avrebbe desiderato – di qui, l’inevitabile ritardo nell’apparizione di questo volume. Di fronte a ostacoli crescenti, il Dr. Freedman ha continuato coraggiosamente il suo lavoro sino alla fine, approvando la forma finale del manoscritto di questo volume soltanto poche settimane prima di morire. È semplicemente giusto che io dedichi questo volume alla sua memoria, oltre che a quella di un altro mentore e amico, Mons. Myles M. Bourke, le cui lezioni e i cui scritti hanno influito sulla mia formazione sin dai giorni in cui ero studente all’Istituto Biblico di Roma. Piango la perdita di entrambe queste grandi guide.
Su una nota più lieta: come nel Volume 3 di Un ebreo marginale, devo ringraziare in primo luogo gli abili medici che mi hanno conservato abbastanza in salute da lavorare al progetto che ora giunge a compimento nel Volume 4. Subito dopo di loro vengono i molti colleghi e amici dell’Università di Notre Dame: i loro consigli professionali e il loro sostegno personale hanno reso possibile questo volume. Sono particolarmente grato ai miei colleghi all’interno del programma «Cristianesimo ed ebraismo nell’antichità» del Dipartimento di Teologia di Notre Dame. Apprezzo profondamente la loro generosità nel condividere le rispettive competenze negli specifici ambiti di ricerca. In particolare, i Professori Hindy Najman (ora all’Università di Toronto), James C. VanderKam, Eugene C. Ulrich, Gary Anderson, Gregory E. Sterling e Michael A. Signer mi hanno gentilmente concesso il beneficio della loro vasta conoscenza del giudaismo del Secondo Tempio, di Qumran, di Filone, di Flavio Giuseppe e della letteratura rabbinica. I Professori John C. Cavadini, Brian Daley e Robert E. Sullivan hanno fatto altrettanto nel campo della teologia e della storia. Molti dei miei ex-studenti e assistenti hanno lavorato instancabilmente per contribuire alla mia ricerca e alla stesura di questo lavoro. Una speciale menzione è dovuta a Paul Kim, Samuel Thomas, Steven Schweitzer, Jonathan Lawrence, Wes Foreman ed Eric Rowe. Alla fine, però, io solo devo assumermi la totale responsabilità di tutte le affermazioni fatte in questo volume e di ogni errore contenuto nei miei argomenti.
Ho ricavato grande profitto anche da vari incontri e colloqui a cui hanno partecipato alcuni dei maggiori studiosi in questo campo. L’occasione di tenere una conferenza durante un congresso celebrato a Notre Dame in onore del Dr. E.P. Sanders (9-13 aprile 2003) mi ha consentito uno scambio di idee sia col Dr. Sanders che con molti altri eminenti partecipanti. Grazie al cortese invito della Australian-New Zealand Society for Theological Studies (ANZSTS), ho potuto tenere quattro conferenze su Gesù e la Legge nel corso della riunione annuale della Società tenuta a Perth (Australia) fra il 4 e l’8 luglio 2005. Gli illuminanti consigli fornitimi in tale occasione dal Dr. William R.G. Loader mi sono stati di grande aiuto. Sono debitore di un ringraziamento anche nei confronti dei molti membri del gruppo di lavoro sul Gesù storico della Catholic Biblical Association, cui ho avuto l’onore di parlare più di una volta. Il cortese invito dell’Università di Yale a tenere le annuali Conferenze Shaffer nell’ottobre 2006 mi ha consentito di domandare il saggio consiglio dei Professori Harold W. Attridge, John J. Collins e Adela Yarbro Collins. Analogamente, l’invito a tenere una conferenza celebrativa del cinquantesimo anniversario di New Testament Abstracts (tenuta essa pure nell’ottobre 2006) mi ha consentito di mettere alla prova alcune delle mie idee di fronte al celebre corpo docente della Weston Jesuit School of Theology, comprendente fra gli altri i Professori Daniel J. Harrington e Richard J. Clifford. Sotto gli auspici della sezione sul Gesù storico della Society of Biblical Literature, ho avuto il piacere di tenere una conferenza sulla proibizione dei giuramenti da parte di Gesù alla riunione annuale della Società (Washington, DC, 20 novembre 2006). L’evento mi ha permesso di conferire col Professor Jonathan Klawans dell’Università di Boston, i cui volumi sulla concezione ebraica del peccato e della purità hanno un enorme valore, e col Professor Donald A. Hagner, eminente commentatore del Vangelo di Matteo. La sessione annuale del colloquio dell’Università di Notre Dame – New York (29-31 maggio 2007) mi ha consentito di presentare alcune delle mie idee su Gesù e la Legge e di parlare a lungo con due grandi esperti nell’ambito degli studi quamranici e rabbinici, i Professori Lawrence H. Schiffman e Moshe J. Bernstein. Ho un debito di gratitudine anche verso due comunità religiose di Berkeley, California. Sia la comunità gesuita che quella della Congregazione della Santa Croce mi hanno ospitato a più riprese nel corso delle mie fatiche nelle biblioteche della Graduate Theological Union e dell’Università della California a Berkeley.
Sono lieto inoltre di esprimere la mia gratitudine per l’assistenza prodigatami dal mio ex-revisore di Doubleday, il Sig. Andrew Corbin, e dal mio nuovo revisore della Yale University Press, la Sig.ra Jennifer Banks, come anche dal suo assistente editoriale, Joseph Calamia.
Un grato riconoscimento va anche alle varie fondazioni e singole persone che hanno sostenuto in maniera quanto mai concreta la ricerca e la stesura di questo volume. Fra esse ricordo la Association of Theological Schools e l’American Council of Learned Societies, la William Warren Family Foundation, della cui cattedra di teologia sono titolare a Notre Dame, nonché il Sig. Robert McQuie e Signora, che hanno istituito uno speciale fondo a Notre Dame per sostenere il mio lavoro.
Un grato riconoscimento va infine alle seguenti riviste e volumi, per avermi consentito di ristampare il contenuto di materiali presentati originariamente all’interno delle loro pagine: Is There Hàlàkâ (The Noun) at Qumran?, in JBL 122 (2003) 150-155; The Historical Jesus and the Historical Law: Some Problems within the Problem, in CBQ 65 (2003) 52-79; The Historical Jesus and the Plucking of the Grain on the Sabbath, in CBQ 66 (2004) 561-581; Does the Son of Man Saying in Mark 2,28 Come from the Historical Jesus?, in «Il Verbo di Dio è Vivo», Festschrift Albert Vanhoye, AB 165, Biblical Institute, Roma 2007, 71-89; Did the Historical Jesus Prohibit All Oaths?, in Journal for the Study of the Historical Jesus (Parte I) 5 (2007) 175-204; (Parte II) 6 (2008) 1-22.47-56.





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