Descrizione
«Saepe mihi cogitanti». Così esordisce, con eco ciceroniana, il Periphyseon di Giovanni Scoto, capolavoro del pensiero altomedievale, opera amata e frequentata da Giulio d¿Onofrio nei suoi anni di insegnamento di Storia della filosofia medievale in varie istituzioni, ma soprattutto presso l¿Università degli Studi di Salerno. A lui, con affetto, stima e gratitudine, è dedicato il presente volume. Una delle costanti del magistero di Giulio d¿Onofrio è stata l¿attenzione alla lectura e alla littera del testo filosofico. Solo muovendo da una lettura diretta e competente degli autori, infatti, si può fare ¿storia della filosofia¿. Leggere e comprendere un testo filosofico medievale richiede un certo numero di competenze specifiche: familiarità con la lingua, padronanza del lessico filosofico dell¿epoca, capacità di individuare le fonti e le tecniche argomentative adottate, conoscenza della storia delle idee e consapevolezza del contesto intellettuale immediato in cui il testo si inserisce. Non è ovvio trovare tutte queste qualità in uno studioso. Giulio d¿Onofrio non solo ha dato prova di possederle, come testimoniano le sue illuminanti e mai scontate interpretazioni dei testi, ma ha dedicato con passione la sua docenza universitaria a formare gli studenti a questo tipo di lettura. Facendo tesoro del suo insegnamento, allievi e amici hanno voluto offrirgli contributi che sono, in modo diretto o indiretto, esegesi di un testo filosofico tardo-antico, medievale o umanistico, composto all¿interno dei limiti cronologici di quel ¿Paradigma medievale¿ che Giulio d¿Onofrio stesso ha individuato (fra il Concilio di Nicea del 325 e quello di Trento, concluso nel 1563).





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