Descrizione
Sommario – Per i maestri della grande Scolastica, Cristo lascia alla sua Chiesa la forma visibile del sacrificio sacramentale, anticipando, sotto le specie del pane e del vino, l’offerta del suo corpo e del suo sangue. Ordina poi agli apostoli e loro successori di rinnovare la sua offerta, ossia il sacrificio del suo corpo e sangue, come sacrificio memoriale; rende evidente la dimensione pasquale che porta a compimento e supera la pasqua ebraica: il vero passaggio dalla schiavitù alla liberazione è il Cristo. L’eucaristia è dunque un sacrificio. Essa è la presenza miracolosa del Cristo trasfigurato, che, elevato al di sopra di ogni sofferenza, non può più morire, ma siede in maestà alla destra del Padre. È quanto il concilio di Trento affermerà, alla fine, con chiarezza: «L’eucaristia è il sacrificio, lasciato da Cristo alla Chiesa nella sua ultima cena, affinché in esso fosse reso presente come memoriale perpetuo il suo sacrificio della Croce» (DS 1740-1743; 1751-1754).





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