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Il volto di Giovanni di Gesù Maria (1564-1615)

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COD: 393858761 Categoria:

Descrizione

All’interno dell’Ordine carmelitano quello del Venerabile

Giovanni di Gesù Maria è un volto tanto luminoso

per santità e ingegno, quanto coperto dalla

nebbia della dimenticanza. Le nomine ricevute in

vita (Maestro dei Novizi, membro dei Trenta Consultori

della Congregazione della Fede, professore di Teologia

e Sacra Scrittura a Napoli, secondo Consigliere

generale, Procuratore dell’Ordine, infine Generale

dell’Ordine) e i numerosi scritti teologici, spirituali

e missionari che egli ci ha lasciato non sono bastati

a renderlo meritevole della memoria dei posteri, né

dell’altezza degli altari della beatificazione. Dunque,

si tratta qui di riflettere sulle cause di questo mancato

riconoscimento, e di invogliare chi ancora poco

ne sa alla riscoperta di questa grandissima figura di

santo e dotto.

 

Chi, magari per caso, ha la fortuna di recarsi al

convento di San Silvestro, sull’altura occidentale

di Montecomprati, abitato dai Carmelitani Scalzi

della Provincia del Centro Italia, più che del titolare

della chiesa (San Silvestro Papa, Vescovo di Roma dal 350

al 335), si sentirà narrare di un santo e dotto religioso, morto

in questo convento il 28 maggio 1615. Un secolo dopo la nascita

di Teresa e quattro secoli prima d’oggi.

1. Il Venerabile

Si chiamava padre Giovanni di Gesù Maria ed era nato

in Spagna nel 1564. Entrato nel Carmelo teresiano, poco

dopo era stato inviato, prima a Genova e, quindi a Roma,

divenendo uno dei più meritevoli pionieri di questo Ordine

in Italia. Per l’esempio di vita, ma anche per i numerosi e

profondi scritti teologici, spirituali e missionari, molti di essi,

conservati in varie biblioteche, sono stati ripubblicati, nella

lingua in cui furono redatti, per lo più in latino e, da questa,

tradotti nelle quattro lingue occidentali più frequentate (italiano,

francese, spagnolo e inglese). Le sue opere, comprese

quelle minori e quelle inedite, che raggiungono l’ottantina

hanno già dato vita a una collana (“Ioannes a Iesu Mariae”) di

più di 50 volumi.

Queste le prime cose che il visitatore interessato del convento

San Silvestro si sente dire di lui. Qualsiasi ascoltatore

resta meravigliato di non aver sentito parlare prima di un

così grande personaggio, ma anche molti degli stessi Carme

litani1, pur essendo al corrente del suo grande peso e valore

all’inizio del nascente Carmelo teresiano in Italia, in parte

dell’Europa e nelle prime missioni dell’Ordine, devono confessare,

da una parte, la propria ignoranza e, dall’altra, rammaricarsi

per la nebbia che ancora copre questa grandissima

figura agli occhi dei più.

È vero che fino a sessanta, settanta anni fa, in molte

Province dell’Ordine, soprattutto le sue due opere relative alla

prima formazione al Carmelo: l’Istruzione dei Novizi (in due volumi,

pubblicati a Roma nel 1598 e nel 1605, e l’Istruzione del

Maestro dei Novizi (pubblicato a Napoli nel 1607), facevano ancora

scuola, ma la sua figura è rimasta come sbriciolata tra le

pieghe della tradizione.

Eppure, per invogliare a riscoprire questa figura di santo e

di dotto, pioniere e capostipite del Carmelo europeo e missionario,

basterebbero due cose. Innanzitutto, la considerazione

in cui era tenuto da chiunque, dall’ultimo fedele ai principi,

da cardinali, da santi fondatori e dallo stesso Papa. Non solo

si avvalevano del suo consiglio, ma andavano a visitarlo nella

celletta del suo convento. In secondo luogo, poi, sarebbe sufficiente

anche un fuggevole sguardo ai titoli dei numerosi suoi

scritti e alle significative e intense tappe della sua vita, conclusasi

appena sorpassati i cinquant’anni.

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