Descrizione
Editoriale
S. Sirboni
Confessione o conversione?
Studi
M. Chiodi
Da «tutto» peccato a «niente» peccato?
A. Costanzo
Ecclesiologie e prassi penitenziali
L. Donati Fogliazza
Confessione e prima Comunione
L. Popesc u – R. Angelici – P. Ricca
M.T. Milano – Y. Pallavicini
Riconciliarsi con Dio
R oland Lac roix
Conversione e mistagogia
G . Cavagnoli
La «forma» rituale della Penitenza
Note
S. Sirboni
Le celebrazioni comunitarie
della penitenza
R . Barile
Confessione e comunione
V . Donatello
Confessare una persona
con disabilità intellettiva?
M. Gallo
Il sacramento della penitenza
nell’immaginario di papa Francesco
Formazione
FOCR
Preadolescenti & liturgia
4. Come in cielo così in terra
M. Di Benedetto
Giovani & liturgia
5. A celebrare s’impara celebrando
E . Mass imi
Guida per cantare la Messa
5. I riti di comunione
Sussidi e testi
P. Tomatis
Progettare per tempo: la dimensione
penitenziale della Quaresima
EDITORIALE
Silvano Sirboni
Confessione o conversione?
Editoriale
Il rituale della Penitenza è in crisi da quasi duemila anni. Ne fa fede il testo de Il pastore di Erma (150 circa) allorquando prevede il pubblico perdono dei peccati gravissimi da parte della chiesa una sola volta nella vita poiché «per i servi di Dio la penitenza è una sola» (Precetto IV, 3). La conoscenza della storia è illuminante per evitare di idealizzare il passato alimentando infondate nostalgie e per discernere l’essenziale dal secondario. La storia evidenzia come la prassi penitenziale della chiesa sia quella che nei corsi dei secoli ha subìto i maggiori cambiamenti e nello stesso tempo sia lo specchio e la radice di un particolare modo di essere chiesa, cristiani nel mondo. La chiesa lungo i secoli ha saputo dare risposte diverse alla esigenza cristiana di conversione e di riconciliazione e per comunicare visibilmente il perdono di Dio. Il medioevale ordo paenitentium non è certo riproponibile oggi nelle stesse modalità. Tuttavia il rituale del 1973 suggerisce di strutturare la Quaresima come un tempo più visibilmente penitenziale, con celebrazioni particolari, «in modo che tutti i fedeli abbiano modo di riconciliarsi con Dio e con i fratelli e di celebrare poi, rinnovati nello spirito, il triduo pasquale del Signore morto e risorto» (RP 13). Nel contesto della riforma liturgica, il rituale della penitenza ha avuto significativi cambiamenti non solo con l’inserimento della parola di Dio e il cambiamento della formula sacramentale, ma anche con il recupero della dimensione comunitaria. Con tutto ciò, la celebrazione della penitenza agli occhi e nell’esperienza dei fedeli appare immutata. Infatti, la celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza trova rari spazi nella normale prassi liturgico-pastorale delle parrocchie e delle diocesi. Il sacramento continua ad essere vissuto quasi esclusivamente nello stretto ambito individualistico di quel confessionale che, purtroppo, nei recenti anni passati è stato ‘dissacrato’ e ridicolizzato da film e da note trasmissioni televisive. In breve, la riconciliazione sacramentale viene vissuta al di fuori di ogni contesto ecclesiale, con il rischio di una deriva intimistica che non è senza ricadute negative di carattere psicologico e anche teologico e spirituale. È pure evidente un forte calo nella […]





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