Descrizione
Abstract
Affrontando il tema della complessa conoscibilità e predicabilità dell’essere in sé, esse in quantum esse, privo di determinazioni e condizionamenti, se non quelli che gli competono quale ‘puro essere’, Aniceto Molinaro ha proposto di spingere l’indagine metafisica verso un superamento della comparabilità logica tra nozioni univoche e proporzionate, mediante la riscoperta di una analogia originaria e indiretta tra l’essere in sé e l’essere determinato (o esse aliquid), fondata sulla connotazione, che è l’unica che possa essere pensata come comune a entrambi, di essere in quanto contrapposto al non-essere. In questo saggio si evidenzia il fatto che tale dottrina dell’analogia del limite trova la sua migliore illustrazione in riferimento al modello di pensiero che può essere definito paradigma medievale: una prospettiva speculativa generalizzata nell’Occidente latino, che implica, da una parte, la comune presa d’atto dei limiti della ragione naturale umana rispetto alla originaria sussistenza eterna dei princìpi e delle leggi di tutte le cose create nella Mente di Dio; e, dall’altra, una conseguente riduzione di compiti e finalità della filosofia a una funzione puramente critica nei confronti della verità su Dio, che le viene messa a disposizione in forma di predicazioni significanti in modo immediato e assoluto: o dalle intuizioni primordiali della mente (topoi generali dell’intelletto), oppure, per il credente, dalle parole che Dio medesimo pronuncia su sé e sul mondo per bocca dei suoi profeti. Questo modello speculativo è stato messo in pratica da alcuni campioni del pensare medievale, da Agostino a Boezio, da Anselmo a Giovanni Scoto, a Gilberto di Poitiers.
Parole chiave:
essere in sé; analogia; non-essere; paradigma medievale; Dio
Abstract
Dealing with the theme of the complex knowability and predicability of being in itself, esse in quantum esse, bereft of any determinations and conditionings (except for those which belong to it as ‘pure being’), Aniceto Molinaro has proposed to push the metaphysical investigation towards an overcoming of the logical comparability between univocal and proportional notions, through a rediscovery of an original and indirect analogy between being in itself and being as determined (esse aliquid), grounded on the connotation, which is the only one that can be thought as common to both: that of being as opposed to not-being. In this essay, we highlight the fact that the doctrine of the analogy of the limit discovers its best illustration in reference to the model of thought that can be defined as the medieval paradigm: a speculative perspective generalized in the Latin West which implies, on the one hand, the common acceptance of the limits of human natural reason regarding the original eternal subsistence of the principles and of the laws of all things created in the mind of God; and on the other hand, a consequential reduction of the tasks and the goal of philosophy to a purely critical function with regards to the truth about God, which becomes available in the form of meaningful predications in an immediate and absolute way: either through the primordial intuitions of the mind (general topoi of the intellect), or, for the believer, through the words that God himself pronounced about himself and about the world by way of the prophets. This speculative model was used by some of the champions of medieval thought, from Augustine to Boethius, from Anselm to John Scotus, to Gilbert of Poitiers.
Parole chiave:
being in itself; analogy; not-being; medieval paradigm; God





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