Descrizione
@Wordinprogress
2. Parola e vita: a che serve una Rivista?
(P. Bignardi)
I nostri modi di dire
48. Che cosa ho fatto per meritare questo?
1. «Che cosa ho fatto per meritare questo?» (A. Carrara)
2. Che cosa ho fatto per meritarmi questo?
Il libro di Giobbe (L. Mazzinghi)
3. Il difficile linguaggio del dolore (G. Reggi)
Accogliere e vivere la Parola
Un percorso pedagogico (R. Laurita)
Dall’Epifania
alla 6a domenica ordinaria
6 gennaio / 11 febbraio
Epifania del Signore (N. Agnoli, R. Laurita)
Battesimo del Signore (N. Agnoli, R. Laurita)
2ª domenica ordinaria (F. Ficco, P. Bignardi, S. Toffolon)
3ª domenica ordinaria (F. Ficco, C. Pozzi, S. Toffolon)
4ª domenica ordinaria (F. Ficco, E. Bordello, M. Orizio)
5ª domenica ordinaria (F. Ficco, L. Manicardi, M. Orizio)
6ª domenica ordinaria (F. Ficco, R. Giaretta, M. Orizio)
RU B R I C A @Wordinprogress
2. Parola e vita: a che serve una Rivista?
di Paola Bignardi
Molte cose stanno cambiando, nel mondo attorno a noi e nelle
comunità cristiane.
Dopo la pandemia, molti praticanti non sono più tornati alla
messa della domenica; molte piccole comunità non possono più
avere la presenza stabile di un prete; i giovani stanno prendendo
le distanze dalla Chiesa in modo sempre più deciso. Sono solo alcuni
dei segnali di cambiamento che lasciano pensosi e inducono
a interrogarsi. D’altra parte, non tutti i fenomeni sono negativi:
vi è una sensibilità per la Parola più matura e più avvertita di un
tempo; diversi gruppi di ascolto si organizzano anche nelle case,
altre iniziative vengono proposte per accostarsi alla Parola in
maniera più consapevole e matura.
In questo contesto, quale può essere la funzione di una rivista
dalla lunga tradizione, come Servizio della Parola?
Nella primavera del 2022 è stata realizzata una serie di focusgroup
sparsi per l’Italia, composti da presbiteri e laici, uomini e
donne, catechisti o semplici frequentanti della messa della domenica;
in essi è stata posta questa domanda: «Che cosa vi aspettate
da questa rivista?». Le risposte sono state di notevole interesse;
esse soprattutto consentono di pensare la rivista in maniera
più aderente alle domande dei suoi lettori: quelli di oggi e – si
spera – quelli che ne saranno lettori domani.
Quale profilo di rivista emerge da questi dialoghi fitti e coinvolgenti?
Una rivista che sappia interpretare, valorizzare e promuovere
l’attuale accresciuta sensibilità per la Parola. Una partecipante a
uno di questi focus-group afferma: «La Parola parla di me, non
solo di Dio. La Parola mi legge, mi aiuta a capire la mia vita». E
un prete afferma: «La Parola mi decentra nell’ascolto, riesce a
farmi stare zitto». Interessante la testimonianza di un parroco,
responsabile di un’unità pastorale composta da tre parrocchie,
con storie e tradizioni pastorali diverse. «La parrocchia – dice
– che ha ricevuto di più dal punto di vista dell’educazione all’ascolto
della Parola è la meno seduta». Sembrerebbe eco concreta
all’affermazione di una religiosa che afferma che «l’ascolto
continuo della Parola può rinnovare la Chiesa».
Dunque la rivista deve entrare in dialogo con questa sensibilità
e con le esigenze che essa esprime.
Il cuore della rivista viene riconosciuto nel supporto che essa
offre alla comprensione della Parola di domenica in domenica e
alla attualizzazione di essa. A questo accostamento alla Parola
domenicale si chiede un’esegesi seria ma non da specialisti, in
funzione della comprensione corretta del messaggio della liturgia.
Molti partecipanti ai focus-group hanno lamentato i difetti
delle omelie che ascoltano, a cominciare dal moralismo che finisce
con l’oscurare la bellezza di una Parola che è buona notizia
e che quasi mai è percepita come tale: una predicazione troppo
preoccupata di insegnare come vivere, prima che annunciare la
bellezza dell’amore di Dio e della sua cura per uomini e donne
che conoscono la fatica di vivere. Un presbitero poi lamenta il
difetto cui lui stesso si sente soggetto: «Usare la Parola per fini
educativi, che equivale a strumentalizzarla!». Alla proposta della
rivista si chiede che aiuti a correggere i difetti cui va soggetta
certa predicazione. E le si chiede anche ciò che è più difficile:
che la proposta accompagni a mettere in dialogo Parola e vita
quotidiana, che sia «un aiuto per interpretare la vita» ma anche
per leggere la Parola racchiusa nella vita stessa. Del resto la
Scrittura racconta fatti, narra eventi, presenta personaggi; in […]





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.