In offerta!

Servizio della Parola – n. 554

Il prezzo originale era: €8.00.Il prezzo attuale è: €2.40.

COD: 813534 Categoria:

Descrizione

@Wordinprogress

2. Parola e vita: a che serve una Rivista?

(P. Bignardi)

I nostri modi di dire

48. Che cosa ho fatto per meritare questo?

1. «Che cosa ho fatto per meritare questo?» (A. Carrara)

2. Che cosa ho fatto per meritarmi questo?

Il libro di Giobbe (L. Mazzinghi)

3. Il difficile linguaggio del dolore (G. Reggi)

Accogliere e vivere la Parola

Un percorso pedagogico (R. Laurita)

Dall’Epifania

alla 6a domenica ordinaria

6 gennaio / 11 febbraio

Epifania del Signore (N. Agnoli, R. Laurita)

Battesimo del Signore (N. Agnoli, R. Laurita)

2ª domenica ordinaria (F. Ficco, P. Bignardi, S. Toffolon)

3ª domenica ordinaria (F. Ficco, C. Pozzi, S. Toffolon)

4ª domenica ordinaria (F. Ficco, E. Bordello, M. Orizio)

5ª domenica ordinaria (F. Ficco, L. Manicardi, M. Orizio)

6ª domenica ordinaria (F. Ficco, R. Giaretta, M. Orizio)

 

RU B R I C A @Wordinprogress

2. Parola e vita: a che serve una Rivista?

di Paola Bignardi

 

Molte cose stanno cambiando, nel mondo attorno a noi e nelle

comunità cristiane.

Dopo la pandemia, molti praticanti non sono più tornati alla

messa della domenica; molte piccole comunità non possono più

avere la presenza stabile di un prete; i giovani stanno prendendo

le distanze dalla Chiesa in modo sempre più deciso. Sono solo alcuni

dei segnali di cambiamento che lasciano pensosi e inducono

a interrogarsi. D’altra parte, non tutti i fenomeni sono negativi:

vi è una sensibilità per la Parola più matura e più avvertita di un

tempo; diversi gruppi di ascolto si organizzano anche nelle case,

altre iniziative vengono proposte per accostarsi alla Parola in

maniera più consapevole e matura.

In questo contesto, quale può essere la funzione di una rivista

dalla lunga tradizione, come Servizio della Parola?

Nella primavera del 2022 è stata realizzata una serie di focusgroup

sparsi per l’Italia, composti da presbiteri e laici, uomini e

donne, catechisti o semplici frequentanti della messa della domenica;

in essi è stata posta questa domanda: «Che cosa vi aspettate

da questa rivista?». Le risposte sono state di notevole interesse;

esse soprattutto consentono di pensare la rivista in maniera

più aderente alle domande dei suoi lettori: quelli di oggi e – si

spera – quelli che ne saranno lettori domani.

Quale profilo di rivista emerge da questi dialoghi fitti e coinvolgenti?

Una rivista che sappia interpretare, valorizzare e promuovere

l’attuale accresciuta sensibilità per la Parola. Una partecipante a

uno di questi focus-group afferma: «La Parola parla di me, non

solo di Dio. La Parola mi legge, mi aiuta a capire la mia vita». E

un prete afferma: «La Parola mi decentra nell’ascolto, riesce a

farmi stare zitto». Interessante la testimonianza di un parroco,

responsabile di un’unità pastorale composta da tre parrocchie,

con storie e tradizioni pastorali diverse. «La parrocchia – dice

– che ha ricevuto di più dal punto di vista dell’educazione all’ascolto

della Parola è la meno seduta». Sembrerebbe eco concreta

all’affermazione di una religiosa che afferma che «l’ascolto

continuo della Parola può rinnovare la Chiesa».

Dunque la rivista deve entrare in dialogo con questa sensibilità

e con le esigenze che essa esprime.

Il cuore della rivista viene riconosciuto nel supporto che essa

offre alla comprensione della Parola di domenica in domenica e

alla attualizzazione di essa. A questo accostamento alla Parola

domenicale si chiede un’esegesi seria ma non da specialisti, in

funzione della comprensione corretta del messaggio della liturgia.

Molti partecipanti ai focus-group hanno lamentato i difetti

delle omelie che ascoltano, a cominciare dal moralismo che finisce

con l’oscurare la bellezza di una Parola che è buona notizia

e che quasi mai è percepita come tale: una predicazione troppo

preoccupata di insegnare come vivere, prima che annunciare la

bellezza dell’amore di Dio e della sua cura per uomini e donne

che conoscono la fatica di vivere. Un presbitero poi lamenta il

difetto cui lui stesso si sente soggetto: «Usare la Parola per fini

educativi, che equivale a strumentalizzarla!». Alla proposta della

rivista si chiede che aiuti a correggere i difetti cui va soggetta

certa predicazione. E le si chiede anche ciò che è più difficile:

che la proposta accompagni a mettere in dialogo Parola e vita

quotidiana, che sia «un aiuto per interpretare la vita» ma anche

per leggere la Parola racchiusa nella vita stessa. Del resto la

Scrittura racconta fatti, narra eventi, presenta personaggi; in […]

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Servizio della Parola – n. 554”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *