Descrizione
Partita dal Quattrocento italiano, l’opera di Antonio D’Acchille (Pratola Peligna, 1936) è andata gradualmente recuperando altri momenti storici dell’arte europea, indirizzandosi verso una ricerca artistica molto personale, consapevolmente indifferente alle mode e alle tendenze obbligatorie del momento.
D’Acchille si richiama apertamente alla tradizione, senza timori ma con l’audacia di chi ama l’arte più autentica e rispetta i canoni fondamentali di quella che una volta si chiamava pittura alta: in particolare, riveste un ruolo centrale nella sua attività la visione del mito, attingendo a quel Pantheon greco-romano che è la precondizione della grande tradizione dell’arte sacra della nostra classicità. Il volume, edito in occasione di una mostra in Abruzzo – sua terra d’origine – documenta l’ampia produzione dell’artista, accoglie i testi di Maurizio Calvesi, Giuseppe Gatt, Paolo Portoghesi, Maria Luisa Spaziani e Luigi Tallarico, ed è completato da apparati biobibliografici.
Francavilla al Mare (Ch), agosto – settembre 2011





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