Descrizione
Nei contesti pastorali non è raro che un prete si trovi ad avere a che fare con situazioni interpersonali difficili e perfino difficilissime, “tirato dentro” dal proprio spirito di servizio evangelico, dalla propria generosità, qualche volta dalla propria imprudenza. La sua condizione affettiva e celibre rende singolari quelle interazioni e difficilmente riconducibili ad altre forme di relazione. Tutto ciò apre spazi di grande fecondità, psicologica e spirituale, ma pure di possibile problematicità. Occorrerebbe evitare la deriva dell’ingenua deregulation, da un lato, come pure quella opposta, della distanza estrema e, ultimamente, del “non coinvolgimento”, dall’altro. Il testo, anche a partire dall’esame di situazioni concrete, propone riflessioni e strumenti per un coinvolgimento autenticamente cristiano.





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