Descrizione
Sommario –
A cinquant’anni dall’inizio del concilio Vaticano II l’articolo si sofferma anzitutto sulla coincidenza tra l’evento conciliare e l’enciclica Pacem in terris, che appare oggi come il primo frutto della riflessione che l’intera chiesa stava facendo negli anni 1962-1965. Vi si prospettava una visione nuova del rapporto tra la chiesa e il mondo, fondata su un’antropologia positiva, ancorata sulla dignità della persona umana e guidata non solo dalla verità, ma insieme anche da giustizia, amore e libertà. Era un messaggio rivolto a tutti, anche ai non cristiani, come fece poi il concilio che aprì la porta della salvezza a tutti gli uomini di buona volontà «nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia di Dio». Anche se resta ancora molto da fare, il concilio ha evitato alla chiesa pericoli gravissimi, ma è necessario recuperare lo stile di dialogo e di sinodalità che lo ha ispirato, contro ogni tentativo di bloccarne il compimento. La chiesa è come una farfalla uscita dal bozzolo e nulla la può forzare a rientrarvi.





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