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Concilium – 2024/4

Il prezzo originale era: €12.00.Il prezzo attuale è: €3.60.

COD: 841822174 Categoria:

Descrizione

Indice

Antony John Baptist – Catherine Cornille

Geraldo De Mori – Stephan van Erp

Editoriale

Abstracts

I. La preghiera: nuovi contesti, nuove forme 

1. La preghiera tra pratica teologica

e pratica contemplativa

1.1. Andrew Prevot, Preghiera pensante:

una pratica teologica per il mondo di oggi

Introduzione

I/ La storia di una separazione moderna

II/ Affermare la libertà intellettuale

III/ Resistere alla sofferenza ingiusta e alla violenza

IV/ Includere gli esclusi

Conclusione

1.2. Daniel P. Horan, Divenire preghiera vivente

Approfondimenti sull’integrazione

di preghiera e azione nella tradizione francescana

Introduzione

I/ Cosa intendiamo per “preghiera” e “azione”?

II/ L’esempio di Francesco d’Assisi

III/ Azione come preghiera al giorno d’oggi

1.3. G emma Simmonds, La preghiera e la pratica

contemplativa nella formazione teologica 

Introduzione 48

I/ Preghiera e teologia come aspetti della capacità umana

di sperimentare Dio direttamente 

II/ Dio, l’inafferrabile 

III/ La teologia come linguaggio della preghiera 

1.4. Luigi Gioia, La preghiera nella città

e nella società secolarizzata 

Introduzione 

I/ La città secolare 

II/ La patologia spirituale della città 

III/ Comprendere la realtà e Dio 

IV/ Il ruolo della preghiera 

V/ Accettare le difficoltà 

2. La preghiera in un contesto

traumatico-pandemico

2.1. A lessandra Vitullo, Pregare nel lockdown: uno studio

sulle pratiche religiose online durante la pandemia

Introduzione

I/ Il contesto della pandemia:

le religioni tra vecchie e nuove sfide

II/ Considerazioni conclusive post-pandemiche

2.2. C ecilia González-Andrieu, Agire a partire

dal desiderio: preghiera e creatività

Introduzione

I/ Provare a parlare di arte, preghiera e bellezza

Conclusione

2.3. Karen O’Donnell, Tra la volontà di Dio

e l’intercessione umana: reinterpretazioni femministe

della preghiera di intercessione sotto l’ombra del trauma

Introduzione

I/ La dottrina della provvidenza

II/ Come pregare allora?

III/ La provvidenza e la preghiera

3. Esperienze diverse di preghiera

3.1. Wilson Angelo G. Espiritu, La preghiera

nella pietà popolare: promuovere il ben-essere collettivo

attraverso una soteriologia incarnata

nella gente degli strati popolari

Introduzione

I/ La pietà popolare e la ricerca di una condizione di ben-essere

II/ La pietà popolare come fonte e alimento

di azioni volte al ben-essere collettivo

III/ Devozione e salvezza sociale

Conclusione

3.2. A lex Wilfredo Vigueras Cherres

Pregare danzando nel deserto

Introduzione

I/ La coreografia o “mudanza”

II/ La promessa

III/ La materialità e la corporeità

Conclusione

3.3. G uido Dotti, La preghiera

nella Comunità monastica di Bose

I/ Il bisogno di una preghiera comune

II/ La Parola di Dio edifica la comunità

III/ Il giorno del Signore

IV/ «Finché egli venga»

3.4. P ierre François De Béthune

La preghiera cristiana di un praticante zen

Introduzione

I/ Tutto lo zen

II/ Tutta la mia fede cristiana

III/ L’esperienza

Conclusione

3.5. S. Painadath, Il corpo come linguaggio della preghiera:

una forma meditativa di Preghiera del Sole

(Suryanamaskar)

Introduzione

I/ Lo yoga

II/ La Preghiera del Sole

III/ Metodi di Preghiera del Sole

3.6. Kerry P.C. San Chirico, Le preghiere dei Khrist Bhakta

di Benares: la devozione alla confluenza dei fiumi

Introduzione

I/ Le preghiere di coloro che pregano [pray-ers]

Conclusione

3.7. Loreen Maseno, Dal tuo trono nei cieli,

ascolta la nostra preghiera:

preghiera nella Nomiya Church

Introduzione

I/ Le credenze culturali Luo

II/ Il privilegio e l’elezione dei Luo

Conclusione

II. Forum teologico

Jacob Benjamins – Stephan van Erp

Contemplazione e vita religiosa

Introduzione

I/ Spiritualità integrate

II/ Contemplazione e Ressourcement

Conclusione

 

Editoriale

Preghiera: nuovi contesti, nuove forme

La Chiesa universale è in procinto di preparare l’anno giubilare nel 2025. In vista di ciò, il Santo Padre ha annunziato il 2024 come “Anno della Preghiera”, descrivendolo come una grande “sinfonia” della preghiera1. Assieme a questo, ci sono altre ragioni per le quali rivolgere la nostra attenzione alla preghiera. Il mondo sta tornando alla normalità dopo la pandemia e inizia a sentire i suoi effetti nel contesto sociale, economico e religioso. C’è più che mai un bisogno di introspezione e di preghiera. Tuttavia, c’è una sempre minore comprensione di cosa veramente sia la preghiera e un minor sollievo e familiarità con la pratica della preghiera. Per molti di coloro che insegnano teologia e sono impegnati nel ministero della catechesi, insegnare come pregare non è più un compito ovvio e facile. Inoltre, l’insegnamento della preghiera è a volte trascurato nella formazione teologica. C’è quindi la necessità di riflettere su come coltivare una cultura della preghiera e come insegnare a pregare nel mondo attuale dove molti cristiani hanno perso la connessione con la tradizione della preghiera e sono al contempo esposti a una grande quantità di nuove forme di contemplazione e di preghiera. Ogni religione ha una ricca e particolare tradizione di preghiera la quale è stata tramandata attraverso i secoli. Nella tradizione cristiana, la preghiera ha fatto parte della teologia. Come Thomas Merton afferma: «Le due (teologia e preghiera) sono fatte l’una per l’altra. Se non fossero unite non ci sarebbe fervore, né vita né valore spirituale nella teologia; nessuna sostanza, significato né orientazione sicura nella vita contemplativa»2. Per questo è stato detto che «il cristianesimo fa teologia ‘in ginocchio’». Ma il verificarsi di un approccio “sistematico” alla teologia ha spesso relegato la preghiera alla teologia pratica o pastorale, facendo sì che al giorno d’oggi la preghiera trovi il suo spazio negli studi di spiritualità e nell’approccio psicologico alla religione. Nel corso della storia, le religioni hanno spesso preso in prestito tecniche di preghiera l’una dall’altra. Il cristianesimo è stato influenzato dalle forme di preghiera del giudaismo, mentre quest’ultimo ha a sua volta ripreso certe pratiche da altre religioni. Attualmente, molti cristiani hanno spontaneamente integrato forme di preghiera e meditazione dalle tradizioni religiose asiatiche. Questo ha fatto sorgere molte domande riguardo la compatibilità di diverse nuove forme di preghiera. È in opposizione a questo panorama che gli editors di Concilium hanno deciso di affrontare il tema della preghiera, sebbene nel passato questo tema sia già stato trattato in due numeri della rivista. Il punto centrale di questa pubblicazione saranno le nuove realtà della preghiera nel mondo e nella Chiesa e le nuove forme di preghiera che vengono praticate oggi. Preghiera e teologia in realtà diverse Dobbiamo innanzitutto chiarire cosa si intende per preghiera e in quali realtà. Una teologia seria non può essere separata dalla preghiera o dalla spiritualità. La definizione di teologia di Andrew Prevot come «preghiera pensante» spiega la relazione tra le due. Questo è stato riconosciuto durante l’epoca medievale e in alcuni teologi moderni come Karl Rahner, Leonardo Boff e altri. Anche nella nostra epoca secolarizzata, la preghiera e la riflessione dovrebbero andare assieme perché possano essere pienamente complete e significative. Riguardo la relazione tra preghiera e azione, potremmo chiederci se l’azione può anch’essa essere considerata come una forma di preghiera. La preghiera intesa come ‘comunicazione con Dio’ non può essere limitata solamente a un tempo e una forma specifici, ma «tutti gli altri modi di stare-nel-mondo, cooperano tutti nel comunicare qualcosa a Dio» (Daniel P. Horan). Prendendo in considerazione le diverse realtà e forme di preghiera nel cristianesimo, la preghiera può essere descritta come «qualsiasi pratica che adempia alla funzione critica di sconvolgere le pretese totalitarie dell’uniformità linguistica e di ripristinare un autentico approccio responsivo e responsabile alla realtà, alla sociabilità e a Dio» (Luigi Gioia). Le nuove forme di performance e pratiche religiose online, accompagnano i credenti (specialmente i più vulnerabili), li sostengono nei momenti difficili, eliminando le barriere dello spazio fisico. Nella relazione tra le preghiere di intercessione e le arti, la preghiera può essere intesa come un modo per armonizzarci, entrare in sintonia con i buoni propositi di Dio. Quindi, «per che cosa dovremmo pregare? Dovremmo pregare perché coloro che vivono difficoltà e traumi conoscano l’amore di Dio, perché possano sentire la presenza confortante di Dio, possano essere capaci di rattristarsi e adirarsi. Dovremmo pregare perché le nostre comunità imparino come sostenere chi è in situazioni simili. Dovremmo pregare affinché queste stesse esperienze non demoliscano la fede in Dio ma, al contrario, offrano la possibilità di riformularla e scoprire Dio nuovamente» (Karen O’Donnell). Nelle devozioni popolari, le quali possono essere viste come loci theologici e “misticismo popolare”, «il focus della preghiera […] si trova generalmente nel benessere quotidiano, non nell’avvenire» (Wilson Angelo G. Espiritu). Per esempio, la danza durante le festività in Sud America implica materialità e corporalità, dimensioni personali e comunitarie e dimensioni festive e sacrificali. In questo caso, «la corporalità ha la priorità: il passo appreso, la coreografia, la vibrazione della musica e la materialità degli abiti e degli oggetti» (Alex Wilfredo Vigueras Cherres). È preghiera realizzata attraverso il linguaggio del corpo e della materia, come i costumi, il santuario e il deserto. Nella comunità ecumenica di Bose, a un livello più personale, la preghiera è la riscoperta e la valorizzazione dell’antica pratica della Lectio Divina, la quale è considerata come un avvicinamento quotidiano alle Scritture. Durante la preghiera della comunità, avviene il canto dei salmi e la proclamazione liturgica dei due Testamenti. In ambienti interreligiosi e interculturali, l’integrazione dello Zen con la pratica cristiana della preghiera, per esempio, risulta essere un abbinamento fecondo nell’avvicinamento e rispetto reciproci. È ospitalità. Nella Preghiera del Sole nello yoga, «il sole è considerato un simbolo del potere e della presenza della divinità universalmente illuminante» (S. Painadath). È una preghiera/meditazione corporea, dove si percepisce la presenza della divinità nel proprio corpo. Malgrado la fede sia il tema teologico centrale tra i Khrist Bhaktas (devoti di Cristo), un’assemblea di persone di diverse confessioni, le loro preghiere sono prevalentemente mondane o indirizzate a “liberazioni immediate”. In molte AIC (African-initiated Churches) il fenomeno della preghiera è intenso in epoche di difficoltà. […]

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