Descrizione
Sulla figura semisconosciuta di don Giovanni Rayn (Fano, 1805-1855) il patrimonio archivistico della provincia di Pesaro possiede due importanti documenti che fanno emergere dall’ombra l’interessante personalità dell’abate, sensibile estimatore d’arte e profondo conoscitore del patrimonio locale: il Cartolare contenente le osservazioni sui singoli quadri descritti nella Guida Storico Artistica di Fano che Stefano Tomani Amiani stava compilando e che sarebbe stata pronta per la stampa nell’aprile del 1853, ma pubblicata soltanto nel 1981, e l’inventario post mortem della ricchissima collezione dell’abate, poi andata dispersa. Le notizie ricavate da questa documentazione, a cui se ne aggiungono delle altre desunte dalla consultazione di ulteriori fondi d’archivio, compongono le tessere volte a definire il profilo di un personaggio rilevante nel panorama culturale dell’epoca che supera i confini localistici e che, alla vigilia degli imminenti cambiamenti tanto geografici quanto politici, si rivela al centro dei fatti che regolano i rapporti tra mercato artistico e collezionismo locale.
Cecilia Prete è professoressa associata di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ dove tiene corsi di Storia dei musei e del collezionismo, Storia dell’arte moderna, Storia dell’arte del Rinascimento. I suoi interessi si orientano in prevalenza nell’ambito della storia del collezionismo, della museologia e della storia della tutela, con particolare riferimento al recupero della originaria identità del patrimonio artistico marchigiano. Sugli argomenti che sono oggetto delle proprie ricerche ha pubblicato saggi e testi monografici, ha tenuto conferenze presso atenei e istituzioni scientifiche, ha partecipato a convegni internazionali, ha progettato e coordinato convegni e giornate di studio, ha collaborato all’organizzazione di mostre.





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