Descrizione
Il Concilio sottolinea il fatto che Gesù «è» la pienezza della rivelazione: è sia il messaggero, sia il contenuto del messaggio. Questo mostra come in lui tutte le scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento trovino la loro pienezza, senza venire superate.
La Dei Verbum (DV), approvata nell’ultima fase del Concilio Vaticano II, riflette per giudizio unanime dei commentatori tutta l’impostazione cristocentrica del Concilio1. Fin dal Proemio, citando 1Gv 1,2-3, il documento focalizza la sua attenzione sulla centralità di Cristo e sull’esperienza che l’Apostolo ha fatto di lui, di seguito in DV 2 si mettono in evidenza due distinti caratteri della rivelazione di Dio: la relazione di comunione tra Dio e gli uomini, attraverso il Cristo, e la storicità della rivelazione stessa.
Alla fine poi del medesimo paragrafo il Cristo è chiamato «il mediatore e la pienezza di tutta intera la rivelazione». Egli è il «mediatore» in quanto è l’inviato del Padre, la cui venuta è preparata da tutto l’Antico Testamento, ed è la «pienezza» in quanto Dio si rivela in lui.





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