Descrizione
Teologo, vescovo e cardinale, Angelo Scola si racconta per la prima volta in un’autobiografia che attraversa i grandi passaggi storici, con analisi e giudizi sui problemi più scottanti del presente, dall’immigrazione al dibattito sul fine vita. Ricorda il suo periodo travagliato di giovane prete, trattato con diffidenza dall’establishment ecclesiastico e segnato da una malattia rara diagnosticata dopo anni di sofferenze, durante i quali è stato in cura da un gesuita psicanalista. Parla dei grandi incontri: la militanza in Comunione e Liberazione a stretto contatto con don Giussani, la vicinanza a Giovanni Paolo II, che l’ha nominato vescovo a quarantanove anni, il più giovane d’Italia, il rapporto con papa Ratzinger, che lo ha voluto arcivescovo a Milano, e di cui svela aspetti finora sconosciuti. Ricorda che il papato di Francesco ha rappresentato “un salutare colpo allo stomaco per le Chiese d’Europa” ma denuncia i limiti di una “cultura dell’incontro” che rischia di rimanere solo uno slogan. Il cristianesimo, ricorda, è anzitutto un’esperienza di libertà: una parola chiave che ritroviamo in tutto il corso della sua vita.





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