Descrizione
Negli ultimi sessant’anni si sono succedute fasi storiche ascendenti a elica che hanno reso il patrimonio culturale prima una bellezza che rinfranca e nutre lo spirito, poi un bene economico che arricchisce il nostro benessere materiale, poi la base per lo sviluppo di molte industrie creative, e oggi fenomeno che migliora la qualità sociale. Per Santagata la cultura deve essere per lo sviluppo della persona. La cultura ha valore per la qualità della vita e identifica una società più libera dal bisogno economico e più aperta ai valori della solidarietà, dello sviluppo nel segno della cooperazione e della fiducia. L’idea nuova è che la cultura per lo sviluppo non si appiattisce sui mercati e le loro regole egoistiche, ma ambisce allo sviluppo di equità e giustizia sociale. Il libro è pieno di passione e porta a compimento un lavoro di anni su cui l’autore, arricchito dalle esperienze fatte come consulente dei ministeri della cultura italiano e francese, ha potuto riflettere e finalmente arrivare a formulare la sua proposta di un nuovo “ministero per la cultura”.





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