Descrizione
Il volume propone un percorso critico tra romanzi, poesie e saggi di autori di lingua tedesca del Novecento e della contemporaneità, legati da una domanda comune: che cosa significa nominare il mondo – le cose, gli eventi, i sentimenti – attraverso la scrittura? Al centro, narratori, poeti e pensatori di origine ebraica e culturalmente integrati, alcuni molto noti, come Schnitzler, Kraus, Kafka, Broch, Benjamin e Celan, accanto ad altri, meno presenti al lettore italiano, come Ernst Weiss, Egon E. Kisch, Friedrich Torberg e Patrick Roth. Pur nella varietà delle voci e dei contesti, tutti si confrontano con i limiti della lingua e con la sua inevitabilità: scrivere, per ciascuno di loro, significa misurarsi con una parola fragile, talvolta inadeguata, ma ancora capace di aprire uno spazio di attesa, dove l'”altro” – l’inatteso, il senso, l’alterità – può ancora affacciarsi.





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