Descrizione
Nei primi anni venti nessuno avrebbe potuto immaginare come sarebbero cambiati gli attrezzi degli scolari contenuti nei loro astucci. Matite, pennini, gomme – anzi, bastoni-gomma –, righelli e temperamatite si fabbricavano da decine di anni nella stessa maniera, immutati nella foggia e nel materiale.
Molti sono stati invece i cambiamenti del materiale scolastico nel corso del Novecento, parallelamente all’evoluzione e all’ammodernamento del sistema di istruzione del Paese: gli oggetti contenuti negli astucci degli scolari costituiscono il fil rouge per un insolito viaggio che ripercorre da un’inedita prospettiva i cambiamenti della società e soprattutto del mondo scolastico, nonché dell’industria connessa a questo settore.
Sommario
Introduzione. Il corredo scolastico nella scuola italiana dal 1900 a oggi
Giovanni Renzi
Fra le due guerre. L’astuccio degli anni venti, trenta e quaranta
Il pennino
La matita in grafite
Presbitero
G. Confalonieri
La gomma per cancellare
Il nettapenne
I pastelli (o matite colorate)
Dopoguerra. L’astuccio degli anni cinquanta e sessanta
La penna stilografica
Aurora S.r.l.
La carta assorbente
Lus (Legnani Umberto Saronno)
poi Mondial Lus
Il temperamatite o temperino
La penna a sfera. La Biro
Il righello
Anni settanta e ottanta.
L’astuccio dei colori
I pennarelli
Rico S.r.l.
I pastelli (o matite colorate) da 18 cm
Fila (Fabbrica Italiana Lapis e Affini)
Dagli anni novanta a oggi.
L’astuccio multietnico
Stabilo
Invicta
Faber-Castell
Glossario





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