Descrizione
Il testo affronta il tema affidato assumendolo a un livello di riflessione epistemologica: come la tecnologia mediatica e digitale nella quale viviamo trasforma la nostra identità umana, e di conseguenza il nostro modo di comunicare. La liturgia, che è essenzialmente la comunicazione di Dio con gli uomini, e il suo studio, non possono non risentire di queste trasformazioni: l’articolo le analizza, prendendo come punto di osservazione in particolare la dimensione giovanile. Il contesto di trasformazione nel quale viviamo non offre solo opportunità negative, ma anche possibilità inedite: si offre come il contesto per comprendere in modo assolutamente inedito un’esperienza fondamentale per la fede cristiana: l’esperienza sacramentale. È possibile non soltanto essere cristiani, nell’era digitale, ma anche esserlo in modo propositivo e maturante l’esperienza umana.
The article deals with the commissioned issue, taking it into consideration under a level of epistemological reflection: how much mass media and digital technology, in which we are living, does change our human identity and as a consequence our way of communicating. Liturgy, that is in its essence communication of God with mankind, an the study of liturgy cannot not to be affected by these changes. The article examines them, and takes as peculiar post of observation the youth situation. This changing context, in which we live, does not offer only negative opportunities, but also never seen before possibilities. It is a new context, in which is offered an absolutely new understanding way of a basic experience for Christian faith: the sacramental experience. It is possible not only to be Christian in the digital age, but it is possible to live our being Christian in a way containing a proposal and maturing the human experience.





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