Descrizione
EDITORIALE
Offriamo a tutti i lettori e abbonati di Miscellanea Francescana il presente
fascicolo, il secondo dell’anno 2015, contenente articoli e contributi
raccolti in tre sezioni.
La prima è dedicata a studi relativi alla storia e teologia francescana.
Apre la sezione il contributo di Emil Kumka, sul capitolo generale di
Pisa del 1263, che ebbe un ruolo importante per la famiglia minoritica,
poiché toccò alcuni temi che fi no ad oggi hanno avuto le loro risonanze
nella storia dell’Ordine, cioè l’approvazione della Legenda maior e della
Legenda minor su san Francesco di s. Bonaventura; le norme e le rubriche
liturgiche per i Minori; la questione del Secondo Ordine (damianite); la
questione dell’aumento strutturale dell’Ordine di due province religiose.
Il secondo lavoro è di Antonio Mursia e riguarda il movimento dell’Osservanza
francescana in Sicilia e la fi gura del beato Matteo di Agrigento,
da considerarsi a buon diritto “quinta colonna dell’Osservanza”, poiché di
fatto egli fu il propagatore del movimento francescano in Sicilia e in generale
nei domini della corona aragonese.
Restiamo in Sicilia con il terzo articolo, di Francesco Costa, sulla fi gura
di p. Filippo Rotolo OFMConv, di cui viene pubblicata la seconda e ultima
parte. Per la sua presentazione rimandiamo al precedente fascicolo di
Miscellanea.
Con il saggio di Orlando Todisco ci spostiamo dalla storia alla rifl essione
fi losofi ca, di ispirazione francescana. Infatti egli ci introduce all’antropologia
francescana, attraverso un percorso originale e ardito, che parte dal
chiedersi se possa essere l’uomo il futuro di Dio e giunge all’epilogo nella
considerazione della libertà come responsabilità, la cui gravità si impone
nella misura in cui si è consapevoli che ciò che mettiamo in atto contribuisce
alla tessitura della tenda stessa di Dio nel tempo.
Chiude questa sezione il contributo di Domenico Paoletti che ci invita a
leggere la Laudato si’ di papa Francesco avendo il Cantico delle creature
di s. Francesco come motivo ispiratore del testo. Infatti il Poverello di Assisi,
più che amico della natura, è il cristiano cantore del creato tale da essere
riconosciuto l’esempio per eccellenza, bello e motivante, della cura per
ciò che è debole e di una ecologia integrale vissuta con gioia e autenticità.
La seconda sezione, dedicata a questioni aperte, si apre con il breve e
denso saggio di Giuseppe D’Acunto, che intende ripercorrere sintetica
mente l’interpretazione della festa che ci viene da alcuni autori contemporanei,
i quali ne hanno evidenziato il nesso con l’arte, il divino, il culto,
l’otium e la guerra.
Segue l’articolo dedicato alla fi gura e al pensiero del noto antropologo
del sacro Julien Ries, ad opera di Francesco Celestino, che sviluppa il suo
pensiero a partire dalla tesi fondamentale dell’autore, cioè l’affermazione
che l’essere umano è homo religiosus et symbolicus, e attraverso l’apertura
al Mistero egli può comprendere se stesso.
L’ultimo contributo di questa sezione, da parte di Francesco Targonski,
ci conduce dentro una tematica sempre attuale e delicata, cioè il sacramento
della Penitenza, letto in prospettiva giudiziaria e medicinale o psicologico-
terapeutica. Queste due prospettive non si escludono né si oppongono
l’una all’altra, bensì si completano intimamente, dando in risultato una
completa visione e prassi del sacramento.
La terza sezione contiene due documenti che per la prima volta vengono
pubblicati, in originale o in traduzione. Il primo di essi, ad opera di Tomasz
Szymczak, è la prima versione italiana delle Antifone sulla Natività
del Signore di Simone il Vasaio, poeta siriaco, morto nel 514, autore poco
conosciuto, sia perché il corpo delle sue opere è limitato a nove brevi inni
in cui canta la Natività del Signore, sia perché è stato preceduto dai più
grandi, come Efrem il Siro, cui a volte viene paragonato.
Il secondo è la trascrizione completa, corredata da ampia introduzione e
ricche note, del manoscritto in latino di p. Arsenius Platner sulla Provincia
religiosa OFMConv di Stiria e Carinzia. Il lavoro, condotto con maestria e
pazienza da Igor Salmi, ci permette di attingere al testo originale e quindi
di conoscere la storia di detta Provincia, partendo dall’inizio dell’Ordine
Francescano nel secolo XIII, dalla sua rapida diffusione in Europa fi no
all’odierno territorio austriaco meridionale, sloveno e italiano nordorientale,
ove sorse la provincia indipendente durante il XVI secolo, e ci conduce
fi no al 1766, l’anno in cui fu redatto dal padre maestro e teologo Arsenius
Platner di Graz (1710-1781).
Chiudono il fascicolo i due interventi di S.E. mons. Ennio Antonelli,
pronunciati in occasione dell’inaugurazione del presente anno accademico
2015-16, cioè l’omelia durante la celebrazione eucaristica, da lui presieduta,
e la successiva prolusione.
A tutti i nostri abbonati a lettori auguriamo buon anno 2016 e un santo
Giubileo della Misericordia.
Il Direttore





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