Descrizione
Paolo Maggis (Milano, 1978), pittore tra i più talentuosi delle ultime generazioni, ha realizzato un nuovo ciclo di dipinti tra Berlino (dove ha vissuto negli ultimi tre anni) e Barcellona, dedicato al complesso rapporto tra pittura e media. “In nodum coacti”, questo il titolo, si interroga sulla possibilità di utilizzare in maniera efficace la pittura come denuncia, allarme sociale, ricerca della verità. I temi affrontati sono spesso terribili; altrettanto intensi sono lo stile, il linguaggio, strumenti che Maggis utilizza per trasferire la negatività dall’immagine al gesto, e così l’ansia, il disagio, talora il disgusto per ciò che si suppone stia per raccontarci.
La sua pittura procede in direzione di una gestualità marcata, ben poco accomodante e consolatoria, senz’altro in omaggio alla tradizione milanese testoriana da cui proviene. Ma la sublime bellezza di un panno drappeggiato che a stento copre una figura umana distesa (o ciò che ne resta) ci fa riflettere sul senso del dipingere contemporaneo. La necessità di resistere accanto a quella di innovare, scontrarsi contro la crudeltà del reale, reagire, mai soccombere.
Il catalogo accoglie un testo di Luca Beatrice e apparati biografici.
Torino, settembre – novembre 2008





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