Descrizione
Editoriale
La Prima lettera di Pietro ha solo un difetto: non è stata scritta da san Paolo!». Con queste parole un biblista abbastanza famoso (ma non possiamo citarlo, perché si tratta di una riflessione fatta a tavola), qualche tempo fa, metteva in luce una verità profonda: ci sono alcuni scritti del Nuovo Testamento, e tra questi la 1Pietro, che soffrono l’esuberanza teologica dell’apostolo Paolo. Un po’ come i musicisti contemporanei di Mozart: per quanto bravi, non potevano raggiungere le vette del compositore di Salisburgo, e così rischiavano di finire nel dimenticatoio e di restarci a lungo. Quello che vogliamo mostrarvi, come redazione di Parole di Vita, è che invece la 1Pietro è una lettera molto ricca teologicamente e profonda nei suggerimenti pratici che offre. Certo, non ha lo stile di Paolo; e allora?Cominciamo con la copertina di questo nostro fascicolo: Gesù risale dagli inferi portando con sé l’umanità che vi era rinchiusa, in attesa, da millenni; per noi è una certezza: «La mia quaresima, il mio venerdì santo, che mi sprofondano nella tomba, possono sembrare lunghi, eterni, ma la mattina della domenica di Pasqua arriva e le porte, dalla tomba del mio cuore, vengono spalancate e divelte e io vengo riportato alla vita» (Marcello Panzanini, nella rubrica dedicata all’«arte»). Questo messaggio di speranza si fonda sul testo di 1Pt 3 e sulla teologia della discesa agli inferi di Gesù, che vi si ispira (Jean Paul Lieggi).I concetti e le immagini che Pietro usa per i suoi affondi teologici non sono così diffusi nel resto del Nuovo Testamento, ma non per questo di poco conto; anzi, denotano una certa originalità. Pensiamo a quando invita i suoi ascoltatori a non conformarsi alle passioni di un tempo; l’esortazione viene motivata così: voi non siete come i pagani, voi siete stati rigenerati dalla parola di Dio (Francesco Bargellini)! Oppure guardiamo a quando descrive la Chiesa come un edificio: Dio è il costruttore, Cristo risorto la pietra di fondamento, ogni credente una pietra viva (Claudio Doglio). Parlando della situazione socio-politica in cui i suoi lettori vivevano, Pietro ricorda che in questo mondo sono come stranieri e pellegrini; non è solo una bella immagine, ma anche una dura realtà: vi tratteranno male, ma voi non ripagateli con la stessa moneta; voi seguite le orme di Cristo, imitandone l’esempio (Carlo Broccardo). Voi sforzatevi – continua Pietro – di rendere ragione della speranza che è in voi; non vergognatevi di essere credenti, ma annunciate il vostro credo con dolcezza, rispetto e retta coscienza (Sebastiano Pinto). È da questo che si vede che i credenti sono edificati su Cristo: perché vivono la carità vicendevole, praticano l’ospitalità, sono generosi nel servizio (Giuseppe De Virgilio). È da questo che si vede che la Chiesa è una comunità di pietre vive: perché, guidati dai presbiteri, tutti si rivestono di umiltà, nell’attesa che il pastore supremo, Gesù risorto, ritorni glorioso. E allora tutti coloro che ora partecipano alle sofferenze di Cristo riceveranno la corona di gloria (Elena Bosetti).Come si può intuire da questo panorama, la lettura della 1Pietro sarà interessante e stimolante. Prima di augurarvi dunque una buona lettura, vi ricordiamo solo che l’«inserto staccabile» (a cura di Serena Noceti e Stefano Dommi) e il «laboratorio biblico» (Valentino Bulgarelli) offrono percorsi di catechesi, riflessione e preghiera a partire dal testo della lettera. Inoltre, continuano puntualmente le nostre rubriche: «Bibbia on the web» di Annalisa Guida ci offre qualche utile indirizzo per siti e applicazioni che contengono i testi biblici nelle lingue originali; l’«apostolato biblico» (Dionisio Candido) continua a leggere il testo della Pontificia commissione biblica, questa volta circa l’uso della Bibbia nella liturgia; infine, la «vetrina biblica» ci orienta sul settore acquisti, se volessimo approfondire qualche argomento.
Carlo Broccardo





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