Descrizione
Editoriale
Sebastiano Pinto
L’UOMO DI FRONTE A DIO:
DAL TERRORE AL RISPETTO
Dionisio Candido
LA PAURA DELLA LIBERTÀ
Laura Invernizzi
PAURA E INADEGUATEZZA:
SPAZIO DI DIO?
Benedetta Rossi
NELLA PAURA, LA FIDUCIA
Carlo Broccardo
GESÙ AL GETSÈMANI.
UN RITRATTO POCO EDIFICANTE?
Annalisa Guida
LE PAURE DEL DISCEPOLO
Serena Noceti
«HO AVUTO PAURA»:
UNA EMOZIONE CHE CI RIVELA
Valentino Bulgarelli
LA PAURA. IL VANGELO
COME ANTIDOTO
CONTRO LA SOLITUDINE
Rosella De Leonibus
SILENZIO, LA PAURA STA PARLANDO
PER SAPERNE DI PIÙ
Marcello Panzanini
Il bello non ha paura di nulla:
il monastero di Daphni
MEN AT WORK
Valeria Poletti
Una musica da paura
APOSTOLATO BIBLICO
Calogero Manganello
Il giovane nella Bibbia
VETRINA BIBLICA
ARTE
Marcello Panzanini
Il vero catenaccio è la paura: L’incredulità di Tommaso
del monastero di Daphni
Editoriale
La paura è un sentimento di cui nella Bibbia
si parla tantissimo. Non che la sacra Scrittura
ce ne offra un trattato ordinato e dettagliato:
piuttosto, come per gli altri sentimenti, troveremo
storie, personaggi, riflessioni e preghiere che
esprimono questo sentimento così radicato nel profondo
del nostro cuore.
Inizieremo la nostra carrellata con la paura dell’uomo
di fronte a Dio; ci soffermeremo su concetti quali
spavento e terrore, per poi sviluppare la categoria
di “timore di Dio”, a cui la tradizione sapienziale accorda
molta importanza (Sebastiano Pinto). Il secondo
passo dell’itinerario che vi proponiamo ci porterà
ai tempi dell’esodo, quando Israele è stato chiamato
a vincere la paura di vivere da popolo libero (Dionisio
Candido). Il terzo e quarto sguardo sulla paura
prendono le mosse rispettivamente dall’esperienza
di Gedeone (e dei profeti) e dalle riflessioni-preghiere
di alcuni Salmi. Coloro che sono scelti per una missione
spesso sembrano o si sentono inadeguati; ciò
non è per Dio un problema – anzi, l’inadeguatezza e
la paura di non farcela possono diventare luogo della
presenza di Dio, della sua azione (Laura Invernizzi).
Allo stesso modo, la fiducia in Dio è presentata dalla
Bibbia come via privilegiata per uscire dalla paura:
sia la fiducia che nasce dall’intervento di qualcuno
che si fa vicino, sia quella che sboccia nel silenzio
e nella solitudine, quando Dio non risponde all’invocazione
ma l’orante cerca – e trova – nella memoria le
tracce della sua presenza (Benedetta Rossi).
Fin qui siamo rimasti nell’Antico Testamento. Passando
poi al Nuovo, ci confronteremo anzitutto con
la paura di Gesù di fronte alla morte. Al Getsemani
egli ha provato paura, disorientamento, angoscia
e tristezza grande. Sono sentimenti normali, che tutti
noi sperimentiamo in momenti tanto drammatici;
sono sentimenti che anche Gesù ha provato, perché
non ha finto di farsi uomo, non ha scelto per sé
solo esperienze positive (Carlo Broccardo). Passeremo
quindi in rassegna alcuni “luoghi” che, più di altri, generano
paura nei discepoli: il mare di Galilea, la strada
verso Gerusalemme, il sepolcro vuoto. Sorprende
tanta paura da parte dei discepoli; ma, a ben guardare,
quando tocca le corde più intime del nostro sentire,
della nostra resistenza a lasciarci andare, della nostra
capacità di aprirci al mistero, essa è tanto autentica
quanto la nostra stessa umanità (Annalisa Guida).
Come già nel numero precedente di Parole di Vita,
dopo gli articoli che hanno approfondito uno o più
brani biblici, ci saranno i tre contributi di carattere
sintetico. La sintesi teologica (Serena Noceti: la paura
sollecita a ripensare l’umano); quella di stampo catechetico-
spirituale (Valentino Bulgarelli, sul vangelo
come antidoto contro la solitudine); quella secondo
una prospettiva psicologica (in cui Rosella De Leonibus
dà la parola alla paura, chiedendole di rispondere
alle nostre domande).
Rimangono sul tema della paura anche la copertina
e la rubrica “Per saperne di più…” (Marcello Panzanini),
che ci fanno conoscere il monastero di Daphni
in Grecia, perché il bello non ha paura di nulla; il
mosaico con l’incontro fra Tommaso e il Risorto “racconta”
di come la paura possa chiudere le porte del
cenacolo, isolando la comunità. La rubrica “Men at
work” (Valeria Poletti) si soffermerà questa volta sulla
musica, esplorando il mondo delle dissonanze: “una
musica da paura”. Continua il suo percorso sui giovani
la rubrica “Apostolato biblico” (Calogero Manganello)
e sulla Bibbia come paradigma culturale l’inserto
staccabile, che si sofferma sui messaggi paradossali
dei vangeli (Marco Tibaldi).
Insomma, la paura non è un sentimento facile;
ma coprirla per fingere che non ci sia sarebbe un errore.
Perché – parafrasando la conclusione dell’articolo
di Rosella De Leonibus – ci insegna a riconoscerci
nella fragilità degli altri, a sentire empatia, e ci rende
bisognosi di cercare e desiderosi di darci a vicenda
conforto, rassicurazione, speranza, amore. I tanti testi
biblici che – passi il terribile gioco di parole – non
hanno paura della paura stanno lì come promemoria,
perché non ci dimentichiamo quanto possiamo
imparare da questo sentimento.
Carlo Broccardo





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