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Sommario
Quale ruolo gioca la teologia nel “ritorno della coscienza apocalittica” da noi diagnosticato? La sua tradizione è una fonte per le immagini che corrispondono allo spirito del tempo oppure la tradizione ebraico-cristiana racchiude anche altre letture, che probabilmente sono rimaste sepolte? La “fine” di un mondo e di un tempo rimanda all’inizio di un nuovo mondo e di un nuovo tempo? Oppure questa idea rappresenta soltanto una fuga dal presente, il quale altrimenti risulterebbe insopportabile? Questo numero di Concilium approfondisce la questione di che cosa voglia dire “apocalittica” nella tradizione biblica, di come questa tradizione biblica continui a vivere o sia ripresa nell’odierna teologia cristiana – e di quali conseguenze ne derivino.





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