Descrizione
Scritto a quattro mani da Richardson e Snellgrove (quest’ultimo allievo di quell’onnisciente tibetologo che fu Giuseppe Tucci), questo libro ha la fondata ambizione di essere una testimonianza della ricchezza e dell’intellettualità profonda della tradizione tibetana. Esso è stato scritto per essere un appello lanciato all’”esterno”, affinché non svanisca una civiltà che rischia di essere travolta dalla marcia vorticosa di quello che l’Occidente chiama “progresso”.





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