Descrizione
La riforma liturgica, negli anni che vanno dal 1963 al 1978, segna la vita, la spiritualità e l’immagine ecclesiale. In questo ambito la costante preoccupazione di Paolo VI era quella di «spiegare» ai fedeli ciò che avveniva, per coinvolgere ciascuno nel progressivo sviluppo delle riforme conciliari. Viva testimonianza di questo impegno sono le «catechesi del mercoledì», durante le «udienze generali», dedicate alla riforma liturgica, a quel tempo fra i problemi più dibattuti per i cambiamenti che operava e per le conseguenze immediate sulla vita della Chiesa. Il Papa nei suoi interventi segna il tempo, dà il ritmo, indica l’orizzonte perché la riforma cominci a incidere utilmente nel tessuto ecclesiale nel modo più unitario e uniforme possibile, e il popolo sia formato da questa scuola di spiritualità e di comunione: è il Concilio Vaticano II che avanza, è la tradizione che rivive.
The liturgical reform, in the years from 1964 until 1978 marks life, spirituality and image of the Church. With reference to this whole, the constant care of Paul VI was to «explain» to the faithful what was happening, in order to involve everybody in the progressive development of the Council reforms. Alive witness of this engagement are his «Wednesday’s catechesis» during the «general audiences», that were dedicated to the liturgical reform, at that time one of the most discussed problems, because of the changes that were operated and their immediate consequences on the church’s life. The Pope, in his interventions, marks the time, gives the rhythm, indicates the horizon so that the reform begins to engrave usefully into the church’s tissue in the most possible unitary and uniform way, and so that people are formed by this school of spirituality and communion: it is the Vatican II Council that goes on and the tradition that comes alive again.





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