Descrizione
Il nome di questo antico autore, rappresentante del mondo della poesia
siriaca cristiana, probabilmente non è tanto noto. A volte appare nella letteratura
come Simeone da Ghesir, la sua persona è defi nita quindi dalla sua
provenienza; a volte viene presentato come Simone il Vasaio (Simeon the
Potter, Shem’un Quqoyo), viene quindi identifi cato con l’appellativo che
dice il suo mestiere1.
La chiesa dove gode di popolarità più grande è probabilmente quella etiopica
che attribuisce a lui uno dei suoi inni più famosi, Wedasse Maryam.
Questa chiesa conserva anche i racconti in cui si parla delle apparizioni di
Maria che diede a Simone il compito di comporre i canti di lode2. Ma in altre
parti del mondo non è tanto famoso. Il fatto che altrove è poco conosciuto si
può attribuire almeno a due fattori. Il primo: la raccolta dei testi che vengono
attribuiti a lui è molto limitata. Sebastian Euringer, il primo editore dei
suoi testi e nello stesso tempo il traduttore in lingua tedesca3, ha pubblicato
nel 1913 il testo delle 9 antifone per Natale. Questa piccola raccolta costituisce
già l’opera omnia di Simeone il Vasaio. Il secondo fattore: Shem’un
Quqoyo sta all’ombra dei grandi. Se avesse avuto la fortuna di nascere due
secoli prima, forse sarebbe conosciuto oggi come il precursore della poesia
cristiana, o almeno come il predecessore del grande sant’Efrem il Siro,
l’Arpa dello Spirito Santo. Siccome nasce però dopo quest’ultimo, viene
oscurato dalla sua grandezza. Per lo più, a volte viene addirittura confuso
con lui. La chiesa etiopica ha preservato ad esempio i manoscritti in cui si
possono trovare le miniature rappresentanti un certo «Efrem il Vasaio». Ma
forse il fatto stesso che il grande Efrem il Siro viene confuso con il piccolo





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